Il glifosate in pre-semina e in pre-trapianto

febbraio 2019 - Redazione

Oggi la gestione della flora infestante è uno degli aspetti cardini per garantire una produttività ottimale ma soprattutto sostenibile. In una corretta strategia di gestione aziendale, il glifosate, utilizzato prima della semina o dei trapianti delle colture primaverili, riveste un ruolo cruciale poichè oltre ad eliminare le infestanti emerse ha lo scopo di semplificare gli interventi in post emergenza futuri e di ridurre i costi di produzione. Tralasciando le diatribe mediatiche sulla molecola, è difficile pensare ad una agricoltura estensiva moderna priva di questo prodotto, soprattutto se analiziamo tutti gli aspetti tecnici, economici e tossicologici che molto spesso vengono tralasciati. Tra l’altro ad oggi non si intravedono alternative al glifosate, anzi in generale osserviamo una diminuzione di quelli che sono i metodi di controllo chimico delle infestanti, con la necessità di intervenire per lo più con maggiori lavorazioni del terreno, che comportano maggiori emissioni di anidride carbonica e maggiori consumi di carburante.

In primo luogo l’utilizzo del glifosate si traduce in una riduzione della competizione per la luce, l’acqua e le risorse nutritive, ma non solo, perchè l’eliminazione delle malerbe assicura una emergenza della coltura più veloce ed omogenea, condizione fondamentale nelle primaverili che hanno un ciclo colturale più breve.
Una tecnica agronomica formidabile per ridurre la banca dei semi delle infestanti presenti all’interno del terreno è la “falsa semina” dove il glifosate svolge un ruolo determinante grazie alla sua azione sistemica e all’ampio spettro d’azione.

Tra le operazioni preliminari, la preparazione di un buon letto di semina o di trapianto è un’operazione fondamentale; in molti casi però con i terreni saturi d’acqua va ritardata l’entrata in campo, con il rischio di non intervenire tempestivamente o di compromettere la struttura del terreno creata nei mesi invernali. Il glifosate in caso di stagione avversa può rappresentare una alternativa all’ultimo passaggio meccanico con estirpatore o erpice; oltre ad aumentare notevolmente la velocità di esecuzione delle lavorazioni, è possibile controllare in modo efficace le infestanti perenni e rizomatose che viceversa con gli strumenti meccanici potrebbero essere frammentate e disseminate in campo. In questo contesto la riduzione delle interventi riveste un ruolo cruciale; da un lato aiuta la conservazione dell’umidità, l’aumento del contenuto di sostanza organica e la riduzione dei fenomeni erosivi; dall’altro agevola un’agricoltura più sostenibile con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e con un minor consumo di combustibili fossili.
Glifosate roundup

Come accennato, i vantaggi dell’intervento con glifosate in pre-semina o pre-trapianto sono importanti anche nelle fasi successive del ciclo colturale; l’aspetto agronomico più significativo riguarda il diserbo di pre-semina o pre-emergenza successivo, che sarà più semplice ed economico perchè sarà mirato alle poche e tardive nascite. Dunque grazie al trattamento preventivo con glifosate, acquistano maggiore valore anche i trattamenti futuri, sicuramente in termini di maggiore efficacia poichè potranno essere utilizzate molecole specifiche per le infestanti residue visibili.

A questo proposito, stando attenti alle etichette dei fitormaci, è possibile miscelare al glifosate un principio attivo di pre-semina o di pre-emergenza; con questa operazione e con un unico passaggio, otteniamo nell’ immediato un letto di semina o di trapianto senza infestanti, mentre l’aggiunta di un prodotto con attività sulla coltura in post emergenza ci consente di posticipare o evitare il successivo trattamento erbicida. Con questa pratica si ottengono due conseguenze importanti: si riduce la possibilità di avere fenomeni di resistenza rispetto ai principali principi attivi (è fondamentale non sottovalutare l’importanza dei dosaggi e le tempistiche d’intervento); inoltre questa elevata flessibilità d’impiego determina vantaggi pratici ed operativi che sono fondamentali per la gestione dell’azienda agricola. La finestra per effettuare il trattamento è ampia, come è veloce il tempo di rientro in campo, fattori cruciali se la stagione fosse particolarmente avversa. Non è nemmeno da sottovalutare la riduzione dei costi di produzione ed il risparmio di tempo durante la stagione primaverile in genere ricca di operazioni da fare effettuare in azienda.


Nel complesso i vantaggi dell’impiego del glifosate in pre-semina o pre-trapianto sono molteplici e possono essere riassunti in:

  • Eliminazione della competizione ecologica
  • Riduzione della banca semi presente sul terreno
  • Controllo ottimale delle infestanti perenni
  • Riduzione delle lavorazioni meccaniche – maggiore sostenibilità
  • Diserbo di pre-semina o pre-emergenza mirato e più efficace
  • Possibilità di effettuare un solo passaggio miscelando al glifosate un principio attivo di pre o post emergenza
  • Maggiore efficacia dei trattamenti di post-emergenza con l’utilizzo di molecole specifiche
  • Riduzione dei costi di gestione in post-emegenza
  • Riduzione delle popolazioni potenzialmente resistenti


Per tutti i trattamenti, si raccomanda sempre di rispettare le disposizioni vigenti e quanto previsto dalle direttive o da eventuali specifici protocolli; per l’impiego dei fitofarmaci, attenersi scrupolosamente alle modalità ed alle avvertenze riportate in etichetta.