ROUNDUP: LA STORIA

Prologo
Tutto è cominciato con un giovane chimico di nome John Franz trasferito nel 1967 alla divisione agricola di Monsanto. Iniziò a lavorare con un altro scienziato, il dottor Phil Hamm, direttore del programma di screening degli erbicidi. Hamm chiese a Franz di testare due composti provenienti da altri settori nel tentativo di scoprire un nuovo erbicida. Dopo tre anni di ricerche, Franz e il suo team ebbero successo nel sintetizzare la molecola che avrebbe cambiato la tecnica di coltivazione per sempre: il glifosate, la sostanza attiva della formulazione Roundup® di Monsanto.
I risultati dei test preliminari di valutazione erano così spettacolari che la prima relazione sulle prove fu di una parola sola, “EUREKA!”... lo abbiamo trovato! Si riscontrava che l’erbicida era efficace non solo sulle infestanti annuali, ma anche sulle perenni, ed era attivo sia sulle foglie sia sulle radici.
Una volta scoperto il glifosate, ci vollero altri quattro anni per l’introduzione sul mercato del formulato.

1974 Il primo lancio nel mondo
Dopo anni di ricerca e ingenti investimenti, nel 1974 Monsanto dà il via alla commercializzazione di Roundup® in UK e Malesia. Il momento era perfetto perché negli anni ’70 si era alla disperata ricerca di un erbicida efficace e al contempo più rispettoso dell’ambiente e Roundup® prometteva di esserlo. Per la sua scoperta, John Franz ricevette la Medaglia Nazionale Statunitense della Tecnologia nel 1987 e fu annoverato nella Hall of Fame degli Inventori Statunitensi nel 2007.

1977 L’arrivo in Italia
Il debutto di Roundup® sul mercato italiano avviene nel 1977: il posizionamento è mirato alla sorghetta da rizoma presente tra le stoppie di coltivazione e alla gramigna nei vigneti.
Roundup® si afferma da subito come prodotto attraente e funzionale, perché rappresenta il primo diserbante non selettivo sistemico; ma è registrato in prima classe tossicologica, a causa del tensioattivo impiegato, e ha un costo elevato: 42 - 45.000 lire/litro (oltre 20€/litro).

1982 la prima Non Lavorazione
Nel 1982 a Verona, grazie all’attività di Monsanto, è organizzato il primo “Convegno Internazionale sulla non lavorazione dei vigneti” che porta alla consacrazione di Roundup® in questo segmento di mercato. Nello stesso anno il prodotto ottiene anche la registrazione in terza classe tossicologica, mediante studi più approfonditi e migliorie formulative.

1985 Roundup 400
Nel 1985 approda sul mercato italiano Roundup® 400, che diventa il prodotto di riferimento come diserbante dell’olivo, nelle ampie zone dedicate alle produzioni olivicole del Sud Italia. Di quegli anni sono la campagna “Low water volume” (basso volume d’acqua), mirata alla riduzione dei volumi d’acqua impiegati per ettaro. Ha inizio nello stesso periodo la divulgazione delle tecniche di “semina su sodo” per i cereali, le tecniche più efficienti per conservare la fertilità dei suoli e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine agricola, incrementando nel tempo anche il tenore di sostanza organica dei suoli.

1988 Progetto Pompei
Il 22 dicembre del 1988 è una tappa fondamentale nello sviluppo di Roundup® in Italia: Monsanto inaugura il “Progetto Pompei” (link alla brochure) con la bonifica del sito archeologico designato sin dal 1977 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco. L’impiego di Roundup® permette in breve tempo di ripristinare l’accesso e l’utilizzo delle principali aree archeologiche, senza danni alle strutture e con una spesa minima. Il successo di “Progetto Pompei” ha contribuito in modo sostanziale all’accettazzione di Roundup® come agrofarmaco utilizzabile nelle aree civili e in tutti i segmenti extra-agricoli.

1990 ricerca e sviluppo di tensioattivi migliori
Verso la fine degli Anni ’80 Monsanto si concentra sull’innovazone dei tensioattivi, i coformulanti del Roundup®. Sono sostanze di grande importanza perché è grazie alle caratteristiche di queste molecole che il glifosate può entrare più rapidamente attraverso la superficie fogliare ed essere traslocato all’interno della pianta. Fino a quel momento erano usate principalmente sostanze che favorivano una veloce penetrazione del glifosate all’interno della pianta attraverso la barriera cuticolare, ma non consentivano una efficace traslocazione del prodotto alle altre parti della pianta, limitandone così l’efficacia. Monsanto studia, dunque, nuovi tensioattivi che non compromettano il sistema di traslocazione e con una più alta percentuale di principio attivo in tutte le parti vitali della pianta.

1992 Scade il brevetto
Nel 1992 scade il brevetto del glifosate e Monsanto è già pronta a lanciare sul mercato una serie di nuovi prodotti con migliori profili ecotossicologici ed efficaci.

1993 Roundup Bioflow, il tensioattivo più pulito
Nel 1993 fa il suo ingresso, il Roundup® Bioflow a tecnologia Biosafe®, ancora oggi uno dei tensioattivi più puliti ed efficaci, e tra i più utilizzati dagli agricoltori di tutto il mondo.

1997 Nasce l’Associazione Italiana per L’Agricoltura Conservativa, AIGACOS
In linea con le nuove prospettive orientate alla tutela dell’ambiente, Monsanto partecipa attivamente alle iniziative che portano nel 1997 alla nascita dell’Associazione Italiana dell’Agricoltura Conservativa (A.I.G.A.Co.S.).

2000 Roundup Max, il prodotto per i professionisti
Un’ulteriore evoluzione tecnica arriva nel 2000: viene lanciato il Roundup in forma granulare, dry, ad alta concentrazione e con efficacia indiscussa: è Roundup Max con glifosate sotto forma di sale ammonico, ancora oggi uno dei più utilizzati.
Oltre alle performance in campo Roundup Max viene apprezzato per la praticità di utilizzo, di trasporto e di smaltimento delle confezioni vuote, soddisfacendo le esigenze di ottimizzazone delle aziende di media e grande dimensione e delle imprese agromeccaniche.

2003-2007 Roundup ad alta concentrazione
Con il nuovo Millennio anche Roundup entra in una nuova era: l’idea di ridurre le dosi di prodotto da utilizzare aumentando le concentrazioni (per aumentare l’efficacia e ridurre i costi di smaltimento) porta al successo di una serie di prodotti liquidi ad alta concentrazione, che hanno il precursore in Roundup® Plus (2003), Roundup® 450 (2007) e successivamente da Roundup ® 450Plus (2008).
Già con il capostipite della nuova generazione arriva la tecnologia Transorb: una miscela di tensioattivi brevettata che assicura una perfetta bagnabilità delle foglie delle infestanti, associata a un’elevata velocità di traslocazione. L’intervallo tra l’applicazione (su infestanti annuali) e la semina si riduce a sole 6 ore. Con Roundup® 450 migliora la performance in tutte le condizioni “estreme” che normalmente contrastano l’attività dei diserbi a base di glifosate, quali il caldo e la siccità.

Glifosate sale potassico
L’esigenza di inserire nella formulazione concentrazioni elevate di sostanza attiva mantenendo adeguate percentuali di tensioattivi efficaci è ottenuta con una innovativa salificazione del glifosate. Si abbandona così il tradizionale sale Isopropilamminico per il sale potassico, molecola che occupa minor volume, garantisce stabilità elevata ed è facilmente traslocata nei tessuti della pianta bersaglio.

2008 Roundup 450Plus, tutti i vantaggi in etichetta
Ma è con Roundup® 450Plus, nel 2008, che tutte le caratteristiche di efficacia e velocità raggiungono i massimi livelli. 450 gr/lt di glifosate sale potassico, attivo in tutte le condizioni climatiche (caldo, secco, freddo) e l’intervallo prima della semina migliore: 6 ore su infestanti annuali e 4 giorni su infestanti vivaci. I trattamenti non sono compromessi anche in caso di precipitazioni dopo solo un’ora.

2010 Roundup 360 Power, il 360 sale potassico
Con il 2010 fa il sale potassico entra anche nella formulazione con concentrazione classica 360 g/l e nasce Roundup 360 Power, un prodotto di straordinaria efficacia e rapidità d’azione che viene ampiamente impiegato su tutte le colture.
I passaggi più recenti di questa storia quarantennale sono il frutto di due obiettivi nella selezione dei nuovi coformulanti, la sempre maggior efficacia accompagnata al profilo ecotossicologico migliore. Si abbandonano così le talloamine, tensioattivi aggressivi ma penalizzati a livello di classificazione di tossicità. Roundup Power 2.0 sostituisce Roundup 360 Power seguendo questo approccio, ottenendo un’etichetta con le soli frasi di rischio R52/R53.

2013 Roundup Platinum, la massima concentrazione, l’etichetta più ampia: è subito leader
Nel 2013 viene lanciato in tutti i maggiori paesi europei tra cui l’Italia, il Roundup a più alta concentrazione di glifosate 480 g/lt sale potassico: Roundup Platinum. Con l’etichetta più ampia e priva di simboli di pericolosità (pittogrammi) è la formulazione tecnologicamente più avanzata oggi a disposizione dell’agricoltura e raggiunge in sole due campagne una leadership riconosciuta da tutti.

Ancora avanti...
Gli erbicidi a marchio Roundup® sono ora messi a disposizione degli agricoltori in 130 paesi e controllano tutte le infestanti più difficili. Questo aiuta gli agricoltori a produrre di più con meno in un’ampia gamma di colture: dal mais al colza, dal riso alle colture arboree, vigneti, oliveti e agrumeti. E la storia continua: il team Monsanto sta già provando le formulazioni del futuro, primo fra tutti il nuovo formulato dry.
Presto allora aggiorneremo ancora questa storia, di ricerca e innovazione, di tecnologia e prodotti, ma soprattutto portata in campo da un team di persone di altissima professionalità e competenza.